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mercoledì 18 febbraio 2009

Il futuro ha bisogno di Rifondazione, ISCRIVITI!!!!

Partirà il 23 Febbraio la campagna tesseramento del Partito della Rifondazione Comunista, invitiamo tutte/i coloro, che intendono, costruire la nuova Rifondazione Comunista nella società ad sottoscrivere la tessera del partito, per i giovani fino a 30 anni verrà consegnata la tessera dei gioni/e comunisti/e.

Per contattarci:
rccaltagirone@virgilio.it

ADERITE NUMEROSI, IL FUTURO HA BISOGNO DI RIFONDAZIONE E RIFONDAZIONE DI VOI!!!!

Veltroni, si dimette da segretario del PD

Fallimento di una politica, non di un uomo

dimissioni_veltroni.jpgDichiarazione di Paolo Ferrero, segretario nazionale Prc


Il risultato delle elezioni sarde ha reso evidente il fallimento del progetto politico del Pd. Non l'errore di un leader, ma la crisi organica di un progetto politico che copre un arco temporale lungo. E' la strategia nata dal progetto occhettiano di scioglimento del PCI e caratterizzata da un progressivo spostamento al centro che si mostra fallimentare. Con questo fallimento occorre fare i conti in modo non propagandistico. Anche perché il risultato sardo colpisce pesantemente un'esperienza di governo che nel bene e nel male non rappresenta certo uno dei frutti peggiori del Pd. Anzi. Il centrosinistra ha fallito non per imperizia di qualche dirigente ma proprio perché il suo progetto politico non è in grado di prefigurare una via di uscita dalla crisi. Così, anche le cose buone fatte da Soru - penso alla legge sulla tutela del territorio - si sono ritorte contro un centrosinistra che non è riuscito a dare uno sbocco positivo al drammatico problema della disoccupazione. Anche la speculazione edilizia può essere vista come un'ancora di salvezza in una condizione in cui manca il lavoro.

La sconfitta sarda ci pone quindi il problema di fondo. Il centrosinistra è nato e cresciuto in simbiosi con la globalizzazione capitalistica. Di quella globalizzazione ha assunto le culture e i valori: dal liberismo temperato alla centralità dell'impresa. Di fronte alla crescente insicurezza sociale prodotta dal quel modello di sviluppo, insicurezza diventata vero e proprio terrore dentro la crisi economica, il centrosinistra non è stato in grado di dare alcuna risposta credibile. Al contrario la destra ha usato l'insicurezza sociale come un'arma per fomentare la guerra tra i poveri e costruire su queste basi il suo consenso. La destra, di fronte alla crisi ha detto: la coperta è corta, è bene che restino fuori i piedi degli altri, immigrati in primo luogo; se si deve sacrificare un po' di libertà e democrazia, pazienza. Su questo ha vinto la destra.

Di fronte alla crisi la destra propone uno sbocco barbarico. il Pd non ha proposto nulla. Nel suo ultimo piano contro la crisi non è nemmeno stato in grado di porre la questione della redistribuzione del reddito, che è con ogni evidenza il problema più grande che abbiamo dinnanzi.
In questa situazione è bene, a sinistra, evitare illusioni che vedo pericolosamente affacciarsi.

Da questa crisi non si esce con un cambio di leadership. Non è un problema di nomi, né è sufficiente, come al gioco dell'oca, tornare indietro di qualche casella, magari riscoprendo i Ds al posto del Pd. Il problema è che tutto il gruppo dirigente che ha operato per sciogliere il Pci si è identificato con la gestione della globalizzazione liberista ed è andato in crisi proprio nella crisi della globalizzazione.

Un anno e mezzo fa è saltato Prodi, oggi Veltroni, domani chi? Questa crisi strategica non si risolve con i giochi di sponda con le correnti interne al Pd o con qualche belletto. Questa crisi non si risolve nemmeno con una rinnovata intesa tra Pd e sinistra. Il fallimento dei due governi Prodi, così come la giunta di Soru è li a dimostrarlo. Quello che manca oggi non sono le relazioni tra le due sinistre o un nuovo centrosinistra. Quello che manca è la credibilità di una sinistra di alternativa che sappia elaborare e declinare credibilmente una proposta di uscita dalla crisi. Una proposta alternativa alle ricette liberiste e "riformiste". Per questo Rifondazione Comunista lavora alla costruzione di una sinistra di alternativa, anticapitalista e comunista, non subalterna alla crisi del Pd, capace di costruire con la Cgil, il sindacalismo di base, la moltitudine di comitati locali, l'opposizione sociale nel Paese. E formulare proposte che diventino parole d'ordine di massa: redistribuzione del reddito, ammortizzatori sociali per tutti, intervento pubblico nell'economia, rilancio del welfare. Si tratta di promuovere un movimento generale, consapevole che dalla crisi non si esce con i sacrifici, ma con la radicale messa in discussione degli attuali assetti di reddito e di potere.

Nessuna scorciatoia, quindi. Il gruppo dirigente del Pd non ha sbagliato linea, ma la strategia di fondo, da vent'anni a questa parte. Costruire un progetto e una sinistra alternativi a questa fallimentare strategia è il compito che noi di Rifondazione abbiamo dinnanzi, sul piano sociale, su quello culturale come su quello elettorale. Lavorarci da subito è tanto più necessario per costruire un punto di riferimento che alla crisi del Pd opponga una risposta in avanti, in Italia come in Europa.


giovedì 22 gennaio 2009

LA LEGA VUOLA CANCELLARE IL SUD

22.01.09 - Federalismo - Ferrero, Prc: Atto nefasto di rottura coesione e solidarietà sociale paese
giovedì 22 gennaio 2009
Dichiarazione di Paolo Ferrero, segretario nazionale Prc-Se:


“L’approvazione del disegno di legge sul federalismo da parte dell’aula di palazzo Madama è un primo, nefasto passo verso la rottura della coesione e della solidarietà sociale del paese.

Il progetto di federalismo fiscale approvato oggi è indirizzato in modo esplicito verso il taglio dello stato sociale, la riduzione del livello dei servizi e delle prestazioni, la negazione del loro carattere universale e uniforme su tutto il territorio nazionale. Si tratta di un disegno figlio di un’ideologia discriminatoria, che assume come strutturali gli squilibri, aumentando perciò le disuguaglianze e alimentando la guerra tra poveri.

Di fronte a un intervento dalle conseguenze così minacciose, l’astensione di Pd e Idv sta a indicare un’allarmante incapacità di elaborazione non subalterna a interessi consolidati e di proposta alternativa”.

NUOVO CONTRATTO DI LAVORO, LAVORATORI PAGATE!!!!!


Dichiarazione di Paolo Ferrero, segretario nazionale Prc-Se:

“L’accordo separato sulla contrattazione dirotta ancor più i costi della crisi verso i lavoratori e le loro famiglie, indebolendoli ulteriormente rispetto alle imprese.

La firma dell’accordo quadro avvenuta in serata a palazzo Chigi senza la Cgil rappresenta l’effettivo compimento della linea del governo Berlusconi, che persegue da lungo tempo la divisione dei sindacati. Saranno infatti i lavoratori a trovarsi in condizione di ulteriore debolezza rispetto alla crisi: divisi e sottoposti a ricatti, arbitrarietà, volubilità delle imprese.

Nel giorno in cui il senato dà il primo via libera al federalismo fiscale, l’accordo separato fa da corollario aprendo la strada alla reintroduzione delle gabbie salariali e alle politiche sperequative perseguite dalla destra.

Rifondazione Comunista ringrazia e sostiene la Cgil per non aver firmato un’intesa che determinerà un’ulteriore riduzione dei salari reali, un peggioramento delle condizioni di lavoro, un approfondimento delle disuguaglianze del paese. E s’impegna sin d’ora a organizzare l’opposizione concreta all’accordo nei luoghi di lavoro e in tutto il paese. Si può soltanto augurarsi che tutta l’opposizione faccia sentire unitariamente la propria voce al fianco dei lavoratori e della Cgil, che Pd e Idv si pronuncino chiaramente contro l’accordo e s’impegnino da subito a contrastarlo in modo risoluto e efficace”.

venerdì 16 gennaio 2009

LIBERAZIONE, RITORNA GIORNALE COMUNISTA

IL 17 GENNAIO 2009, LIBERAZIONE, CAMBIA DIRETTORE, IL PRC HA AFFIDATO A DINO GRECO, STIMATO E RICONOSCIUTO SINDACALISTA IL DIFFICILE COMPITO DI DIRIGERE IL GIORNALE, NOMINATO VICE-DIRETTORE FULVIO FANIA, LA DECISIONE E' STATA PRESA DALLA DIREZIONE DEL PARTITO, CHE HA VOTATO A MAGGIORANZA LA SOSTITUZIONE DELL' EX DIRETTORE SANSONETTI, LA DECISIONE HA PORTATO AD ACCELLERARE IL PROCESSO DI SCISSIONE, PROPOSTA GIA' CONGRESSUALMENTE DALL' AREA VENDOLA, CHE SI E' DIMESSA DAGLI INCARICHI DI SEGRETERIA E CPN, AREA CHE RISULTA ESSERE DIVISA IN DUE TRONCONI, PRA CHI VUOLE LA SCISSIONE CHI INVECE RESTA NEL PARTITO, INFATTI EX BERTINOTTIANI PRESENTANO UN DOCUMENTO DOVE DICONO DI VOLER RESTARE E NON CONDIVIDERE L' IPOTESI SCISSIONE, TRA I PRIMI FIRMATARI CAPRILLI E SODANO, SI APRE DUNQUE UNO SCONTRO GIA' RISAPUTO, ALL' INTERNO DEL PARTITO CHE SARA' UFFICIALMENTE SANCITO IL 24-25 GENNAIO A CHIANCIANO.
SUL FRONTE LIBERAZIONE, LA DECISIONE ERA INEVITABILE, IL GIORNALE AVEVA ASSUNTO E CONTINUAVA AD ASSUMERE POSIZIONI CONTRO IL PROGETTO DEL RILANCIO DI RIFONDAZIONE, VELEITARIE LE ACCUSE SULL' EVENTUALE VENDITA A BONACCORSI, IL GIORNALE E' IN CRISI COSI COME ALTRE TESTATE, LA SVOLTA ERA NECESSARIA, LE VENDITA SI ERANO ABBASSATE VERTIGINISOMANENTE NON VENIVA PIU' ACQUISTATO PER LE POSIZIONI NON IN LINEA POLITICAMENTE CON IL PARTITO, NON ERA POSSIBILE LEGGERE LE NOTIZIE INERENTI ALL' ATTIVITA' DEL PARTITO NELLE ULTIME PAGINE, SI E' VOLUTO QUINDI CAMBIARE UN PROGETTO EDITORIALE CHE VOLEVA LA SCOMPARSA DEL PRC E IL RILANCIO DI UNA PSEUDO SINISTRA SCHIAVA DEL PD.

martedì 13 gennaio 2009

RIFONDAZIONE, AL FIANCO DEGLI SFOLLATI

Il 12 Gennaio, nella zona del quartiere Ponte, si è verificato il crollo di un' abitazione per fortuna senza conseguenze per le persone, il crollo della struttura, già dichiarata inagibile è avvenuto nel pomeriggio, anche a causa dei violenti e continui temporali, si è quindi dovuti procedere ad una evacuazione dei residenti della zona, con l' intervento dei vigili del fuoco, polizia e protezione civile, nel posto si è recato l' assessore ai lavori pubblici, Mario Polizzi coadiuvato dall' ingegnere capo Alberghina e dall' assessore all' urbanistica, Mimmo Palazzo, la situazione è apparsa subito difficile e non sono mancati momenti di tensione, dovuti anche ad una mancanza di risposte certe dell' amministrazione, successivamente, si recava sul posto il Sindaco Pignataro e l' assessore ai servizi sociali Cristina Navarra, la situazione dei residenti è difficoltosa, in quanto non si è trovata una sistemazione per coloro che hanno dovuto abbandonare l' abitazioni, essi sono stati temporaneamente ospitati da parenti, Rifondazione ritiene non auspicabile questa soluzione, a tal proposito, è intervenuto con una nota di stampa, prendendo una netta posizione in merito, il segretario PRC, Gigi Cascone: “ Rifondazione Comunista, chiede al’ Amministrazione comunale, di impegnarsi nell’ immediato ad accogliere le richieste degli abitanti, auspichiamo, che anche questa volta, l’ amministrazione possa far fronte al gravissimo disagio che coinvolge i cittadini, chiediamo un provvedimento urgente e incondizionato, considerato anche che i coinvolti sono famiglie con bambini, anziani, persone ammalate e molti residenti in chiare difficoltà economiche, Rifondazione si impegnerà a portare con forza e decisione le istanze legittime dei residenti nelle sedi opportune e di impegnarsi al loro positivo accoglimento, garantendo il ruolo di partito sociale”,portiamo di seguito le richieste fatte dai residenti al compagno Failla, che si è recato, non appena saputo dell' accaduto, subito sul posto, cercando di calmare i più esagitati, che ritenevano non soddisfacenti le risposte, date dall' amministrazione, una volta stemperato il clima, il compagno, si è impegnato a raccogliere le istanze dei residenti , ecco, le richieste dei residenti: “Ringrazio il PRC, di cui sono componente di segreteria, nell’ appoggiare le nostre richieste, invitiamo il Sindaco ad un incontro urgente e immediato alla presenza dell’ assessore ai lavori pubblici e dell’ ingegnere capo, per continuare un percorso di reciproco coinvolgimento, in riferimento ai lavori di consolidamento svolti nella zona e la loro situazione, reclamiamo, che l’ amministrazione, possa facendo fronte alle spese, garantire un idonea sistemazione abitativa definitiva ai residenti che hanno dovuto per ragioni di sicurezza abbandonare la propria dimora e di verificare in modo rapido ed efficace le condizione statiche delle abitazioni vicine alla zona e l’ eventuale sistemazione dei residenti in caso di instabilità, ci domandiamo, anche perché nonostante, ci fosse un ordinanza di pericolo di crollo, la via interessata non fosse stata transennata e chiusa al percorso pedonale, solo una fortunata coincidenza ha evitato di rendere ancor più grave e triste ciò che è avvenuto, chi doveva provvedere? Ci auguriamo che s possa risolvere tutto nel più breve tempo possibile , io assicuro che porterò tali istanze al mio partito, cui credo otterrò risposte positive per far fronte a questo grave disagio sociale”

domenica 28 dicembre 2008

RETE FOGNARIA ASSENTE E PRECARIA

I residenti delle vie scuola agraria e S.Leonardo, continuano a lamentare una carenza dell' efficenza della rete fognaria, essa si presenta precaria in una parte delle vie, assente invece nella parte centrale dove non è stata collegata alle due estremità, scaturendo una differenza di portata, tale disagio viene fatto presente dal portavoce di quartiere, che fa presente anche l' inefficenza del manto stradale che presenta irregolarità, buche e crepe, tanto che i residenti, hanno provveduto da soli, a cercare di ovviare al disagio, collocando del cemento.

VOTATA LA NUOVA SEGRETERIA

Il direttivo del PRC di Caltagirone, ha votata all' unanimità la nuova segreteria, che sarà formata dal segretario del circolo Gigi Cascone, da Eveline Amari, Rita Carella, Failla Giuseppe e Fiorentino Giuseppe, si e dunque deciso, di avere una segreteria unitaria, un atto di grande responsabilità da parte della maggioranza congressuale, si è poi proceduto alla nomina del tesoriere, dove viene riconfermato Tano Nespola, conferma avenuta con voto di maggioranza, con astensione da parte della minoranza congressuale.

mercoledì 26 novembre 2008

12 DICEMBRE SCENDI IN PIAZZA, FATTI SENTIRE

UNA PROPOSTA ALTERNATIVA PER USCIRE A SINISTRA DALLA CRISI

sciopero12dicembre2008.gifVerso lo sciopero generale del 12 dicembre

di Roberta Fantozzi, responsabile Lavoro e Welfare, segreteria nazionale Prc


Abbiamo avviato già da domenica la campagna davanti ai luoghi di lavoro, in preparazione dello sciopero generale del 12 dicembre. Un calendario di iniziative organizzate in pochissimi giorni, a cui molte altre si stanno aggiungendo. Volantinaggi, ma anche incontri e assemblee con le lavoratrici e i lavoratori, dibattiti. Davanti alle fabbriche, ai luoghi della produzione industriale, ma anche nei servizi, dai trasporti alle grandi aziende del commercio, al lavoro pubblico. La volontà è quella di un percorso non episodico, che ricostruisca reti di relazioni e presenza organizzata. Un percorso che si intreccia con l'inchiesta, a partire da quella che svilupperemo nei prossimi giorni sui primi effetti della crisi: sul terreno della materialità dei processi ma anche del vissuto e della soggettività di lavoratrici e lavoratori.

Non è un optional lo sviluppo
di questo percorso. Non lo è rispetto all'obiettivo decisivo della riuscita dello sciopero generale, non lo è rispetto al contesto in cui ci muoveremo nei prossimi mesi. La crisi determina uno scenario pesantissimo. Con la cassa integrazione che si moltiplica e con il problema, per chi vi accede, di come riuscire ad arrivare alla fine del mese con il salario decurtato, se già non ci si arrivava prima. Con il problema drammatico dei precari. Quattro milioni di persone prive di ogni garanzia, seicentomila già a rischio per il sommarsi della crisi economica nell'industria con i provvedimenti del governo sul lavoro pubblico. Con il dramma aggiuntivo dei lavoratori migranti, che per una legge razzista e incivile rischiano di perdere con il lavoro, il permesso di soggiorno: espulsi o ricacciati nell'irregolarità, magari dopo anni di lavoro in questo paese.

La ricetta della Lega
per gestire la crisi è tanto semplice quanto barbara: trasformare l'ansia in un salto di qualità nella produzione di capri espiatori, di conflitto orizzontale, di ferocia sociale. La chance di contrastare la regressione possibile sta nella messa in campo di un'iniziativa a tutto tondo: di denuncia, di piattaforma, di conflitto, che ricostruisca nella crisi una connessione, che consenta di individuare nuovamente a sinistra la possibile via d'uscita. Non è un esito scontato, se è vero come è vero che non solo siamo nell'onda lunga di una sconfitta trentennale, ma che la sinistra ha consumato nell'attraversamento recente della fase di governo la propria credibilità. E' un percorso che richiede idee, proposte, modificazioni delle modalità dell'agire politico, come dimostra il successo dei gruppi di acquisto popolare, la pratica di forme di mutualismo che rispondano alla disgregazione ricostruendo anche per questa via la possibilità di riconoscersi come parte di un'agire collettivo.
Saremo dunque nelle prossime settimane davanti ai luoghi di lavoro, con la volontà di avviare un percorso lungo, dentro le contraddizioni esistenti.

Diremo che la crisi non è piovuta dal cielo, ma è la conseguenza di trent'anni di politiche neoliberiste, in cui la deregolamentazione selvaggia della finanza è stata l'altra faccia della medaglia di un mondo di bassi salari, di una gigantesca redistribuzione della ricchezza prodotta a favore di profitti e rendite, in cui il consumo è stato garantito dal crescente indebitamento dei lavoratori, mentre nei paradisi fiscali si concentra un quarto della ricchezza mondiale prodotta ogni anno. Diremo che ci vuole un aumento significativo di salari e pensioni e un salario sociale per rispondere alla crisi con uno strumento generale di garanzia rispetto alle mille frammentazioni delle tipologie di lavoro, alle tante facce della precarietà e che le risorse vanno prese dalla rendita, dall'evasione fiscale e contributiva, dalla tassazione dei movimenti speculativi di capitali.

Diremo che il ritrarsi del pubblico
, privatizzazioni e liberalizzazioni, invece dei benifici annunciati dalla propaganda liberista, non sono stato altro che il modo per promuovere un gigantesco processo di spoliazione, sfruttamento e messa a valore della natura oltre che del lavoro, all'origine di una crisi ambientale, energetica e climatica, che richiede un cambiamento radicale dei modelli di sviluppo. Per sottrarre spazi alla logica di mercato, alla valorizzazione del capitale come meccanismo sovradeterminante dei processi di riproduzione sociale e riconsegnarli alla scelta democratica, alla sovranità collettiva sul proprio futuro.

La elaborazione di una piattaforma
all'altezza della crisi della globalizzazione capitalistica, deve accompagnarsi alla capacità di costruire un senso comune di massa su a chi imputare la responsabilità della situazione presente, opposta all'operazione reazionaria delle destre, generalizzando la consapevolezza espressa dal movimento degli studenti.

La politica del Governo Berlusconi
e di Confindustria, ha fin qui determinato una manovra pesantissima di tagli e ristrutturazione del sistema di welfare, dalla sanità agli enti locali, intrecciata all'attacco ai diritti del lavoro. Un attacco che dalla legge 133 alla controriforma del processo del lavoro, agli annunci sul diritto di sciopero, ha avuto e ha al suo centro la riscrittura del sistema della contrattazione, la volontà di frammentare e impoverire ulteriormente i lavoratori, cancellare l'autonomia del sindacato, riscriverne il ruolo: "complice" delle imprese nella gestione dei rapporti di lavoro e di interi pezzi di uno stato sociale da cui la presenza pubblica si ritrae ulteriormente. Ora a fronte della crisi, la sua ricetta è quella di destinare risorse pubbliche al sistema bancario lasciando invariati assetti proprietari e modalità di funzionamento, puntare sulle grandi opere, destinando pochissimo alle fasce sociali più disagiate.

Lo sciopero generale del 12
indetto dalla Cgil e dai sindacati di base, deve rappresentare per noi e per l'intera sinistra il modo per far vivere nel dibattito pubblico e a livello di massa una proposta radicalmente alternativa a quelle politiche, per costruire una uscita da sinistra alla crisi di un intero modello di sviluppo.


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sabato 22 novembre 2008

PRC CALTAGIRONE, "CIAO SANDRO"!!!!!!!!

Il Circolo di Caltagirone, partecipa al dolore per la scomparsa del compagno/militante e giornalista imperioso, Sandro Curzi, ricordandone la sua profonda dedizione e la professionalità del ruoli ricoperti, perdiamo una grandissima persona, un esempio della libertà giornalistica, lui comunista dichiarato, è oggi da tutti ricordato, come il più grande giornalista del dopoguerra.

Alla famiglia giunge da noi tutte/i un abbraccio carico d' affetto.

CIAO SANDRO, GRAZIE PER ESSERE STATO UNO DI NOI!!!!!!!!!!!

Il circolo PRC di Caltagirone

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