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mercoledì 18 febbraio 2009
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Veltroni, si dimette da segretario del PD
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giovedì 22 gennaio 2009
LA LEGA VUOLA CANCELLARE IL SUD
| giovedì 22 gennaio 2009 | |
| Dichiarazione di Paolo Ferrero, segretario nazionale Prc-Se: “L’approvazione del disegno di legge sul federalismo da parte dell’aula di palazzo Madama è un primo, nefasto passo verso la rottura della coesione e della solidarietà sociale del paese. Il progetto di federalismo fiscale approvato oggi è indirizzato in modo esplicito verso il taglio dello stato sociale, la riduzione del livello dei servizi e delle prestazioni, la negazione del loro carattere universale e uniforme su tutto il territorio nazionale. Si tratta di un disegno figlio di un’ideologia discriminatoria, che assume come strutturali gli squilibri, aumentando perciò le disuguaglianze e alimentando la guerra tra poveri. Di fronte a un intervento dalle conseguenze così minacciose, l’astensione di Pd e Idv sta a indicare un’allarmante incapacità di elaborazione non subalterna a interessi consolidati e di proposta alternativa”. |
NUOVO CONTRATTO DI LAVORO, LAVORATORI PAGATE!!!!!
| Dichiarazione di Paolo Ferrero, segretario nazionale Prc-Se: “L’accordo separato sulla contrattazione dirotta ancor più i costi della crisi verso i lavoratori e le loro famiglie, indebolendoli ulteriormente rispetto alle imprese. La firma dell’accordo quadro avvenuta in serata a palazzo Chigi senza la Cgil rappresenta l’effettivo compimento della linea del governo Berlusconi, che persegue da lungo tempo la divisione dei sindacati. Saranno infatti i lavoratori a trovarsi in condizione di ulteriore debolezza rispetto alla crisi: divisi e sottoposti a ricatti, arbitrarietà, volubilità delle imprese. Nel giorno in cui il senato dà il primo via libera al federalismo fiscale, l’accordo separato fa da corollario aprendo la strada alla reintroduzione delle gabbie salariali e alle politiche sperequative perseguite dalla destra. Rifondazione Comunista ringrazia e sostiene la Cgil per non aver firmato un’intesa che determinerà un’ulteriore riduzione dei salari reali, un peggioramento delle condizioni di lavoro, un approfondimento delle disuguaglianze del paese. E s’impegna sin d’ora a organizzare l’opposizione concreta all’accordo nei luoghi di lavoro e in tutto il paese. Si può soltanto augurarsi che tutta l’opposizione faccia sentire unitariamente la propria voce al fianco dei lavoratori e della Cgil, che Pd e Idv si pronuncino chiaramente contro l’accordo e s’impegnino da subito a contrastarlo in modo risoluto e efficace”. |
venerdì 16 gennaio 2009
LIBERAZIONE, RITORNA GIORNALE COMUNISTA
SUL FRONTE LIBERAZIONE, LA DECISIONE ERA INEVITABILE, IL GIORNALE AVEVA ASSUNTO E CONTINUAVA AD ASSUMERE POSIZIONI CONTRO IL PROGETTO DEL RILANCIO DI RIFONDAZIONE, VELEITARIE LE ACCUSE SULL' EVENTUALE VENDITA A BONACCORSI, IL GIORNALE E' IN CRISI COSI COME ALTRE TESTATE, LA SVOLTA ERA NECESSARIA, LE VENDITA SI ERANO ABBASSATE VERTIGINISOMANENTE NON VENIVA PIU' ACQUISTATO PER LE POSIZIONI NON IN LINEA POLITICAMENTE CON IL PARTITO, NON ERA POSSIBILE LEGGERE LE NOTIZIE INERENTI ALL' ATTIVITA' DEL PARTITO NELLE ULTIME PAGINE, SI E' VOLUTO QUINDI CAMBIARE UN PROGETTO EDITORIALE CHE VOLEVA LA SCOMPARSA DEL PRC E IL RILANCIO DI UNA PSEUDO SINISTRA SCHIAVA DEL PD.
martedì 13 gennaio 2009
RIFONDAZIONE, AL FIANCO DEGLI SFOLLATI
Il 12 Gennaio, nella zona del quartiere Ponte, si è verificato il crollo di un' abitazione per fortuna senza conseguenze per le persone, il crollo della struttura, già dichiarata inagibile è avvenuto nel pomeriggio, anche a causa dei violenti e continui temporali, si è quindi dovuti procedere ad una evacuazione dei residenti della zona, con l' intervento dei vigili del fuoco, polizia e protezione civile, nel posto si è recato l' assessore ai lavori pubblici, Mario Polizzi coadiuvato dall' ingegnere capo Alberghina e dall' assessore all' urbanistica, Mimmo Palazzo, la situazione è apparsa subito difficile e non sono mancati momenti di tensione, dovuti anche ad una mancanza di risposte certe dell' amministrazione, successivamente, si recava sul posto il Sindaco Pignataro e l' assessore ai servizi sociali Cristina Navarra, la situazione dei residenti è difficoltosa, in quanto non si è trovata una sistemazione per coloro che hanno dovuto abbandonare l' abitazioni, essi sono stati temporaneamente ospitati da parenti, Rifondazione ritiene non auspicabile questa soluzione, a tal proposito, è intervenuto con una nota di stampa, prendendo una netta posizione in merito, il segretario PRC, Gigi Cascone: “ Rifondazione Comunista, chiede al’ Amministrazione comunale, di impegnarsi nell’ immediato ad accogliere le richieste degli abitanti, auspichiamo, che anche questa volta, l’ amministrazione possa far fronte al gravissimo disagio che coinvolge i cittadini, chiediamo un provvedimento urgente e incondizionato, considerato anche che i coinvolti sono famiglie con bambini, anziani, persone ammalate e molti residenti in chiare difficoltà economiche, Rifondazione si impegnerà a portare con forza e decisione le istanze legittime dei residenti nelle sedi opportune e di impegnarsi al loro positivo accoglimento, garantendo il ruolo di partito sociale”,
domenica 28 dicembre 2008
RETE FOGNARIA ASSENTE E PRECARIA
VOTATA LA NUOVA SEGRETERIA
mercoledì 26 novembre 2008
12 DICEMBRE SCENDI IN PIAZZA, FATTI SENTIRE
Verso lo sciopero generale del 12 dicembre
di Roberta Fantozzi, responsabile Lavoro e Welfare, segreteria nazionale Prc
Non è un optional lo sviluppo di questo percorso. Non lo è rispetto all'obiettivo decisivo della riuscita dello sciopero generale, non lo è rispetto al contesto in cui ci muoveremo nei prossimi mesi. La crisi determina uno scenario pesantissimo. Con la cassa integrazione che si moltiplica e con il problema, per chi vi accede, di come riuscire ad arrivare alla fine del mese con il salario decurtato, se già non ci si arrivava prima. Con il problema drammatico dei precari. Quattro milioni di persone prive di ogni garanzia, seicentomila già a rischio per il sommarsi della crisi economica nell'industria con i provvedimenti del governo sul lavoro pubblico. Con il dramma aggiuntivo dei lavoratori migranti, che per una legge razzista e incivile rischiano di perdere con il lavoro, il permesso di soggiorno: espulsi o ricacciati nell'irregolarità, magari dopo anni di lavoro in questo paese.
La ricetta della Lega per gestire la crisi è tanto semplice quanto barbara: trasformare l'ansia in un salto di qualità nella produzione di capri espiatori, di conflitto orizzontale, di ferocia sociale. La chance di contrastare la regressione possibile sta nella messa in campo di un'iniziativa a tutto tondo: di denuncia, di piattaforma, di conflitto, che ricostruisca nella crisi una connessione, che consenta di individuare nuovamente a sinistra la possibile via d'uscita. Non è un esito scontato, se è vero come è vero che non solo siamo nell'onda lunga di una sconfitta trentennale, ma che la sinistra ha consumato nell'attraversamento recente della fase di governo la propria credibilità. E' un percorso che richiede idee, proposte, modificazioni delle modalità dell'agire politico, come dimostra il successo dei gruppi di acquisto popolare, la pratica di forme di mutualismo che rispondano alla disgregazione ricostruendo anche per questa via la possibilità di riconoscersi come parte di un'agire collettivo.
Saremo dunque nelle prossime settimane davanti ai luoghi di lavoro, con la volontà di avviare un percorso lungo, dentro le contraddizioni esistenti.
Diremo che la crisi non è piovuta dal cielo, ma è la conseguenza di trent'anni di politiche neoliberiste, in cui la deregolamentazione selvaggia della finanza è stata l'altra faccia della medaglia di un mondo di bassi salari, di una gigantesca redistribuzione della ricchezza prodotta a favore di profitti e rendite, in cui il consumo è stato garantito dal crescente indebitamento dei lavoratori, mentre nei paradisi fiscali si concentra un quarto della ricchezza mondiale prodotta ogni anno. Diremo che ci vuole un aumento significativo di salari e pensioni e un salario sociale per rispondere alla crisi con uno strumento generale di garanzia rispetto alle mille frammentazioni delle tipologie di lavoro, alle tante facce della precarietà e che le risorse vanno prese dalla rendita, dall'evasione fiscale e contributiva, dalla tassazione dei movimenti speculativi di capitali.
Diremo che il ritrarsi del pubblico, privatizzazioni e liberalizzazioni, invece dei benifici annunciati dalla propaganda liberista, non sono stato altro che il modo per promuovere un gigantesco processo di spoliazione, sfruttamento e messa a valore della natura oltre che del lavoro, all'origine di una crisi ambientale, energetica e climatica, che richiede un cambiamento radicale dei modelli di sviluppo. Per sottrarre spazi alla logica di mercato, alla valorizzazione del capitale come meccanismo sovradeterminante dei processi di riproduzione sociale e riconsegnarli alla scelta democratica, alla sovranità collettiva sul proprio futuro.
La elaborazione di una piattaforma all'altezza della crisi della globalizzazione capitalistica, deve accompagnarsi alla capacità di costruire un senso comune di massa su a chi imputare la responsabilità della situazione presente, opposta all'operazione reazionaria delle destre, generalizzando la consapevolezza espressa dal movimento degli studenti.
La politica del Governo Berlusconi e di Confindustria, ha fin qui determinato una manovra pesantissima di tagli e ristrutturazione del sistema di welfare, dalla sanità agli enti locali, intrecciata all'attacco ai diritti del lavoro. Un attacco che dalla legge 133 alla controriforma del processo del lavoro, agli annunci sul diritto di sciopero, ha avuto e ha al suo centro la riscrittura del sistema della contrattazione, la volontà di frammentare e impoverire ulteriormente i lavoratori, cancellare l'autonomia del sindacato, riscriverne il ruolo: "complice" delle imprese nella gestione dei rapporti di lavoro e di interi pezzi di uno stato sociale da cui la presenza pubblica si ritrae ulteriormente. Ora a fronte della crisi, la sua ricetta è quella di destinare risorse pubbliche al sistema bancario lasciando invariati assetti proprietari e modalità di funzionamento, puntare sulle grandi opere, destinando pochissimo alle fasce sociali più disagiate.
Lo sciopero generale del 12 indetto dalla Cgil e dai sindacati di base, deve rappresentare per noi e per l'intera sinistra il modo per far vivere nel dibattito pubblico e a livello di massa una proposta radicalmente alternativa a quelle politiche, per costruire una uscita da sinistra alla crisi di un intero modello di sviluppo.
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sabato 22 novembre 2008
PRC CALTAGIRONE, "CIAO SANDRO"!!!!!!!!
Alla famiglia giunge da noi tutte/i un abbraccio carico d' affetto.
CIAO SANDRO, GRAZIE PER ESSERE STATO UNO DI NOI!!!!!!!!!!!
Il circolo PRC di Caltagirone
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